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ipnosi
Quel puntino sulla i. Guardalo. Entraci. Scopriti e tuffati. Annulla quello che sai. E' imperativo: lui scopre te, lui copre te.
Il puntino è un'enorme piazza, migliaia di persone la riempiono, ci sprofondano, vi si fondono.
Formiche e formiche si muovono all'unisono, vociano, rispondono, si agitano coreograficamente.
Osservano il puntino lì, in fondo, quasi inintellegibile.
Avvicinati: è una faccia. La stessa che ti guarda ovunque, da milioni di cornici, finestre su uffici e palazzi. Uno sguardo verso il nulla che non vede tutto quello che guarda. Ma ti osserva.
Sentiti osservato.
Quella faccia ti comunica quello che devi pensare; lui è il puntino sopra la i.
Ipnotico ti osserva, ti segue mentre ti sposti nella stanza. Ancora. Ancora. Sempre.
La voce ti segue, si sposta tra altoparlanti per strada. Cammini. Come gli altri ascolti. Vai e ascolti, la testa è rapita. La strada scorre sotto. E tu continua a fissare oltre. Quello sguardo, quella voce ormai è dentro la tua testa.
Scuotiti, riscuotiti.
Forse.
Commozione, parola che nasce dall'attesa e vive di imperfezione.
Desiderio preceduto da attesa e curiosità.
Sensi protesi a capire.
Un attimo di silenzio prima dello scoppio.
Liberazione, tutta insieme.
Liberazione di sentimenti inattesi.
Vuoto fuori, pieno dentro.
E poi di nuovo movimento.
Ossessione.
Parola tonda, completa.
Concetto esclusivo, pieno, grandioso.
Un obiettivo chiaro, voluto, desiderato, forse irraggiungibile, volutamente irraggiungibile, desiderato impossibile.
Il mondo intorno si svuota, diventa aria, puro presupposto per l'essere.
La mente si concentra, la materia si addensa e ruota vorticosa su se stessa.
L'ossessione si accende improvvisa, infiamma come il giorno tropicale.
L'ossessione langue nel cuore, lunga notte bianca, calda sensazione di sapere.