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venerdì, 27 gennaio 2006

caravan cafe

heather

"Why the hell do you wanna go in the desert? There's nothing there. You're gonna find nothing there".

Postato da: emanuelasplinder a 23:56 | link | commenti |

hard rock cafe, caravan cafe, кафе литературнoе

chi l'ha detto?

"There's only so much you can learn in one place. The more that I stay the more time that I waste".
Chi l'ha detto?

Postato da: emanuelasplinder a 23:50 | link | commenti |

lunedì, 23 gennaio 2006

hard rock cafe

prima fila

Perché puoi dire quello che vuoi, ma io ho - e ce li ho davvero - due biglietti in prima fila per la finale maschile, qualcuno mi ama. Il ghiaccio sfilato appena dalla lama, fenomeni di fisica, schegge che saltano in aria, riflesso sulla lama, tessuti che scivolano, musica che si espande, movimenti morbidi e sinuosi, improvvisi stravolgimenti di traiettoria, fiato sospeso, corpi in aria e piroette. Ho molto sonno, non so scrivere, vado a sognare.

Postato da: emanuelasplinder a 22:51 | link | commenti |

lunedì, 16 gennaio 2006

caffè florian

terrore

Taglio, artifizi, movimento, sangue, mascherine verdi, luci forti, paura e sedazione.

Postato da: emanuelasplinder a 13:37 | link | commenti |

caffè florian

bianco

Esco dalla reception, il badge in mano, inforco il vialetto ordinato di pietra, tra due ali di prato. Supero la signora entrata prima di me, anche lei all black, tacco dieci o su di lì sotto i pantaloni, 'ffreddo!', tra sé e sé, forse in cerca di un mio conforto alieno. Dritto ancora a tagliare il freddo, sopra la pietra gelata, un ponticello sospeso, tra i fumi vitali dell'acqua gelida. Tutt'intorno l'erba è congelata in uno strato cristallino, la galaverna si è impossessata dei rami secchi di arbusti forse colorati, in altre stagioni, altri mondi. Vado a lavorare nell'edificio industrale alla fine del vialetto e mi scappa da ridere, il freddo contro i denti.

Postato da: emanuelasplinder a 13:16 | link | commenti |

domenica, 15 gennaio 2006

katz’s delicatessen

Ah, sì, sono uno scorpione. Dovrei ricordamelo più spesso.

Postato da: emanuelasplinder a 18:05 | link | commenti |

bar bianco

insieme

Si tratta di piccole cose, quelle che butti, calpesti, stropicci.

Al parco, nell'aria luminosa ferma e gelida, abbiamo camminato, qui e lì, alla ricerca di niente, guardando un po' tutto. Ho ritrovato le mie mani di bimba sollevare toccare e girare un rametto, guardarlo, osservare minuscoli cristalli di ghiaccio sciogliersi, contro luce sotto le dita intirizzite. Sottile vita verde, dritta su, contro una corteccia che così facilmente si sfoglia, si sfalda, cade, ordinata e prevista. Funghi induriti, rami secchi contro il cielo.

C'è ghiaccio lungo il ruscello, 'dov'è acqua?'. Una foglia cade, svolazza, volteggia, si appoggia fra rami e poi scivola, piano, un po' più giù.

So che non vuol dire niente, eppure è tutto, è un pezzo di quel piccolo tutto, della mia vita, della sua vita, e scopriamo insieme i licheni. E' bellissimo quando non vuole venire via, mi saluta con la manina, nell'altra una castagna e un sasso o una ghianda, ho perso il conto. Vado e lui ride, sotto il berrettone, dentro alla giacca rossa rossa come le scarpe rosse rosse, fermo e mi osserva. Mi giro e rido: sta pulendo una scarpa con il legnetto e io rido, rido anch'io, mentre lui è serissimo.

Postato da: emanuelasplinder a 18:00 | link | commenti |

hard rock cafe, fashion cafe, katz’s delicatessen

forse no

è che a un certo punto mi è venuta in mente una figura, tipo J Lo, in un ambiente tipo d&g, capisci?

Postato da: emanuelasplinder a 17:41 | link | commenti |

giovedì, 12 gennaio 2006

caravan cafe

in faccia

Fuori, fuori dal chiuso, dalla protezione, dalle finte misure umane, dalle distanze a portata di mano, cammino. Cammino senza una strada, non voglio camminare dentro una direzione, affaticarmi a inseguire un vettore. Mi sposto, su un terreno irregolare, faticoso, da scoprire, naturale. Vado e l'aria è contro di me, tutt'intorno a me, mi avvolge. Il freddo sale dai miei piedi, si allunga sulle mie dita, mi fa arrossare il naso, credo. E' bello, non è sicuro, ma è vero, è mio. Non voglio rumori che non siano quelli di quest'aria, silenziosa e ruggente, che si insinua fra le ciocche, lambisce le mie orecchie, mi muove, mi strattona, tenta di abbattermi, perché deve correre, correre oltre, dove preferisce, là dove la fisica sa che ce n'è meno.
Il freddo è movimento verso il basso; mi riporta alla realtà, congela il mio sguardo con lacrime che scendono sole mentre guardo lontano; poi cedo e guardo giù, la terra. Alzo la testa e ricomincio, decisa, cammino, forte, i piedi sopra le increspature.

Postato da: emanuelasplinder a 15:23 | link | commenti |

martedì, 10 gennaio 2006

hard rock cafe

ghiaccio

E adesso ve lo dico, aspetto Eugeni. Eugeni Plushenko. Il divino, il talento, l'insuperabile, l'inafferrabile cigno-brutto anatroccolo del pattinaggio.
E pare che Oksana Bajul torni in pista per Torino.

Postato da: emanuelasplinder a 23:25 | link | commenti (4) |

caravan cafe

dedicato a

Basta dormire, per vedere le cose con un'altra luce. L'importante è dormire. A volte uno non dorme e le vede molto meglio, al buio. Ci si infila dentro, ci affoga chiuso sotto le coperte, scompare dentro al cuscino e loro sono ancora lì, le cose, ancor più grandi, pesanti, vere. Vere, al buio e vere. Nitide. Silenziose, e urlano, urlano dentro alla testa, ti scoppiano dentro a uno spazio troppo piccolo, te. E' tutto talmente assurdo, talmente inutile, talmente sprecato, talmente ridicolo. Esserci ed esserci solo per se stessi. Essere pieni di una libertà di cui non si sa bene cosa fare, rinchiusi in un mondo che non si è scelto, che funziona indipendentemente da questa libertà. Ci vorrebbe qualcosa, qualcuno, a volte basta un po' di junk food, a volte ne serve tanto, a volte non basta un pacchetto di sigarette, a volte c'è chi inizia così, a fumarle. Ci vuole nebbia contro il vuoto, quel gesto ripetuto, una certezza a portata di tasca, silenzioso, per se stessi, per zittire l'urlo, per attenuare i contorni, scolorire gli eccessi, dare una misura.
Càpita, tanto nessuno se ne accorge.

Postato da: emanuelasplinder a 22:42 | link | commenti |