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sabato, 30 dicembre 2006

кафе литературнoе

il piacere - la mano nuda

Notte – E’ incominciata la lenta, soave, indefinibile tortura.
Disegnava a matita nera e a matita sanguigna. La mia mano destra posava sopra un pezzo di velluto. Sul tavolo era un vaso coreano, giallastro e maculato come la pelle d’un pitone; e nel vaso era un mazzo d’orchidee, di quei fiori grotteschi e multiformi che son la ricercata curiosità di Francesca. Talune, verdi, di quel verde, dirò così, animale che hanno certe locuste, pendevano in forma di piccole urne etrusche, con il coperchio un po’sollevato. Altre portavano in cima a uno stelo d’argento un fiore a cinque petali con in mezzo un calicetto, giallo di dentro e bianco di fuori. Altre portavano una piccola ampolla violacea e ai lati dell’ampolla due lunghi filamenti; e facevano pensare a un qualche minuscolo re delle favole, assai gozzuto, con la barba divisa in due trecce alla foggia orientale. Altre infine portavano una quantità di fiori gialli, simili ad angelette in veste lunga, librate a volo con le braccia alte e con l’aureola dietro il capo.
Io le guardava, quando mi pareva di non poter più sostenere il supplizio; e le loro forme rare mi occupavano un istante, mi suscitavano un ricordo fuggevole dei paesi originali, mi mettevano nello spirito non so che momentaneo smarrimento. Egli disegnava, senza parlare; i suoi occhi andavano di continuo dalle carte alle mie mani; poi, due o tre volte, si sono rivolti al vaso. A un certo punto, levandosi egli ha detto:
- Perdonatemi.
E ha preso il vaso e l’ha portato lontano, sopra un altro tavolo; non so perché.
Allora s’è messo a disegnare con maggior franchezza, come liberato da un fastidio.
Io non so dire quel che i suoi occhi mi facevano provare. Mi pareva di non offrire alla sua indagine una mano nuda, si bene una parte nuda dell’anima; e ch’egli me la penetrasse con lo sguardo sino al fondo, scoprendone tutti i più riposti segreti. Non mai io aveva avuto della mia mano un tal sentimento; non mai m’era parsa così viva, così espressiva, così intimamente legata al mio cuore, così dipendente dalla mia interna esistenza, così rivelatrice. Me l’agitava una vibrazione impercettibile ma continua, sotto l’influenza dello sguardo; e la vibrazione si propagava insino all’intimo del mio essere. Talvolta il fremito diveniva più forte e visibile; e, s’egli guardava con troppa intensità, mi prendeva un moto istintivo di ritrarla; e talvolta il moto era di pudore.
Talvolta egli rimaneva lungamente fiso, senza disegnare; ed io avevo l’impressione che egli bevesse per le pupille qualche cosa di me o che mi accarezzasse con una carezza più molle del velluto sul quale si posava la mia mano. Di tratto in tratto, mentre stava chino sul foglio ad infondere forse nella linea quel ch’egli aveva da me bevuto, un sorriso lievissimo gli passava su la bocca, ma così lieve che appena io poteva coglierlo. E quel sorriso, non so perché, mi dava a sommo del petto un tremolio di piacere.
 
Gabriele D’Annunzio, Il Piacere, 1889

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domenica, 24 dicembre 2006

katz’s delicatessen

della magia del punto di flesso

Segue il contorno, un contorno preciso e deciso, asciutto o morbido, lucido o impercettibilmente ruvido, denso. Lo segue e si sposta, si allunga in una serie infinita tra possibilità infinite di direzione, percezione, movimento.

Hai mai notato il punto in cui tutto cambia, d'improvviso, da cui deriva, minore o maggiore di uno, l'accelerazione o decelerazione improvvisa del movimento, da o verso l'apice o il nadir, così intenso e percettibile, desiderato.

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hard rock cafe

the million dollar hotel

E' nel buio, corre liscia l'auto, il muso verso le luci in fondo. Torpore di sonno, immerso annegato in jazz mood, luci distinte all'orizzonte, dentro il nero, l'alba è lontana. Laggiù è l'aeroporto, al suo limite l'acqua, liscia e viva e contorta in mille barene. Avrò superato l'aria limpida e gelida, come di deserto, sarò in una costruzione perfetta, accolta da calore e luci soffuse, richiami lontani e movimenti attenuati. Guarderò oltre le grandi vetrate, tra le file di luci che guidano aerei dentro l'asfalto, tra le file di luci che guidano i barchini dentro l'acqua.

Things like that drive me out of my mind.

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sabato, 23 dicembre 2006

caravan cafe

tulipani

Perfetti, ognuno perfetto, ti avvicini e non odorano, pura estasi visiva, purissimo segreto, chiuso nel suo colore, bianco virgineo, rara commovente sfumatura ciclamino, giallo violento di sole esploso tra nuvole basse, una sfumatura appena tra petali orlati.
Un paio di giorni in un coccio semplice o in un vetro prezioso, il gambo avvolto da due lunghe foglie nell'acqua, e si svelano, poco alla volta, si concedono, regalano uno scorcio del loro animo finché, improvvisamente, esausti, spalancano i petali, finalmente indeboliti, ammorbiditi, non più croccanti solide mura intorno al segreto.

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bar bianco

politica

"Ma quelle montagne non sono solo rosse. Sono anche gialle e veDDi".
"No, sono russe, non rosse, vuol dire che vanno su e giù con il trenino velocissimo. Quelle sono anche un po' rosse e un po' gialle e un po' verdi"
"..."

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caffè florian

punti di vista

'E quindi', mi dice l'altro giorno D., 'se fosse per me metterei sempre donne a lavorare, il Cliente si trova meglio. Quello che dici tu, è evidente: il Cliente, l'anno scorso, si è trovato due donne gradevoli, l'anno prima si era trovato °°°, un uomo, e poi si sa che lui è un martello'.
'No, dico io, non hai capito - a parte che °°° non è l'unico ad essere un martello, è questione di approccio: lui è un meccanico e non discerne. Parliamo invece di quando incontri per la prima volta il Cliente'. Mi guarda, D., è gentile e quello che si dice fair, e non solo in questa conversazione, e mi ascolta attento.
'Una donna ha bisogno, innanzitutto, di farsi riconoscere dal Cliente - non sempre, ma spesso. L'anno scorso, dopo un mese che lavoravo da *** il capo lì mi ha presentata come quella che fa i verbali al dottor C. Capisci, no?'
'Non ci credo...', dice D. Mi guarda da sotto la stempiatura, dietro il pizzo e sopra la cravatta verde mela, che gli dona e sfuma l'accenno di pancetta che lui porta abbastanza fieramente. Non ci crede e mi guarda attonito. Meglio che ci creda.
'Paradossalmente mi prendono più sul serio ora, quando vedono la pancia tonda. Dev'essere una questione d'istinto'.
Anche se, diciamo la verità: è assolutamente inverosimile che dietro alla pancia ci siano idee e una femmina.

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venerdì, 22 dicembre 2006

katz’s delicatessen, caffè florian

sottile imperfezione

A volte dico quello che non vorrei dire
A volte non dico quello che vorrei dire
A volte rimango quando vorrei scappare
A volte scappo quando vorrei rimanere

Postato da: emanuelasplinder a 16:10 | link | commenti |

giovedì, 21 dicembre 2006

caravan cafe

isola

Se c'è uno psicologo in aula, si alzi e risponda: perché, non essendo animale marino, mi ostino, d'istinto, a scegliere destinazioni insulari o talmente al centro della terra da risultare isole nel continente.

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caravan cafe, katz’s delicatessen

nonnulla

A volte, nel ronzio di neon e stampante, si insinua un'onda impalpabile e invisibile e inaudibile. I sensi si svegliano, e aspetti che succeda qualcosa.

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martedì, 19 dicembre 2006

caffè florian

like a thousand million shivering furry holes

A volte così, in verticale, dentro l'abisso senza sapere quando sarà l'impatto. Intanto c'è poco da urlare.

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bar bianco

neozingarelli gerundio presente

"Bello, il palloncino a forma di spada, ma strano che faccia pum pum".
"Io sto spadando"

"Hm, ma cosa fai con il rastrello al contrario?"
"Sto piattando"

Postato da: emanuelasplinder a 22:35 | link | commenti |

caffè florian

temporary lapse of reason

Insomma, il tempo di uscire, fare, chiudere e non erano più lì. E io come cavolo avevo fatto ad arrivare fino a quel punto preciso nello spaziotempo, secondo voi? Non l'ho ancora scoperto. Sono rintronata, non c'è che dire. Riemergeranno da qualche strappo spaziotemporale in un punto paracartesiano da definire. Tridimensionalmente, spero, perché è così che le rivoglio, grazie.

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lunedì, 18 dicembre 2006

katz’s delicatessen

pioggia

Oltre ogni ragione, sprofondo.

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hard rock cafe, katz’s delicatessen

and fairy tales

Lei è una droga, lui ne dipende e la contempla, reale o immaginaria, allucinazione o carne, lei è immersa nel suo reale mondo, fantastica e lunare gli si offre inaspettatamente se lui ne ha bisogno, gioca a offrirsi, favola impalpabile desiderata - anything. Qui parte l'assolo, perché oltre anything non c'è altro da aggiungere.

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giovedì, 14 dicembre 2006

caravan cafe

trotto

I cavalli hanno smesso di girare, saranno umidi, bagnati, esausti. C'era un trattore, girava intorno alla pista da trotto, l'ippodromo deserto in un giorno della settimana. E' qui davanti, mentre parlo a vuoto, di cose finte, di zeri e uni messi insieme a creare una struttura complessa, che rifletta le specifiche, che consenta a tutta questa gente di usare il proprio tempo per ottenere uno stipendio da qualcuno che strappa il contenuto della terra per rivenderlo ad altri, per tutti gli usi consentiti o.

Ormai saranno nelle stalle, grigiastre e umide e tiepide di fiato e fieno, odorose di vita, mentre chi ha appena lasciato questa stanza aspira, in un cubo sigillato, l'alito del tabacco.

Postato da: emanuelasplinder a 15:14 | link | commenti |

caravan cafe

luce

Fuori è grigio presto, è grigio pesto, è grigio e piove, piove Atlantico, piove sulla terra, la terra verde sotto il grigio, il grigio pesto. Le case bianche, pareti bianche, finestre grandi, luci attente dentro. Candele, candele ovunque, luci, lucine piccine, questione di calore.

Postato da: emanuelasplinder a 15:07 | link | commenti |

martedì, 05 dicembre 2006

war

Provate a capirla. L'enfant terrible argento è abituata a fare a sportellate con i Cayenne e gli X5 in tangenziale. Non è che se una volta fa un detour per i dintorni di Cologno Monzese per evitare un po' di traffico il primo ape rugginoso si può permettere di tentare lo speronamento. E' una questione di stile.

Credo di essere pronta per guidare in Nepal, con una sportiva gialla francese d'annata senza freni. Il primo Cayenne che mi taglia la strada è avvisato. E pure l'ape decrepito.

Postato da: emanuelasplinder a 23:34 | link | commenti |

katz’s delicatessen

butterflies and zebras

Scusi, oggi lo vorrei io, per cambiare, un sorriso gratis. Lungo, liscio, senza zucchero e soprattutto dolcificanti artificiali. Grazie.

Apprezzo anche il cioccolatino amaro extra. Credo mi farà bene. Arrivederci.

When I'm sad.

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domenica, 03 dicembre 2006

кафе литературнoе

a kind of magic

Love
'Amortensia doesn't really create love, of course. It is impossible to manufacture or imitate love. No, this will simply cause a powerful infatuation or obsession. It is probablly the most dangerous and powerful potion in this room - oh yes,' he said, nodding gravely at Malfoy and Nott, both of whom were smirking sceptically. 'When you have seen as much of life as I have, you will not understimate the power of obsessive love...'

Luck
'Well, that one, ladies and gentlemen, is a most curious little potion called Felix Felicis. I take it,' he turned smiling to look at Hermione, who had let out an audible gasp, 'that you know what Felix Felicis does, Miss Granger?'
'It's liquid luck,' said Hermione excitedly. 'It makes you lucky!'
[...]
'Quite right, [...]. Yes, it's a funny little potion, Felix Felicis,' said Slughorn. 'Desperately tricky to make, and disastruous to get wrong. However, if brewed correctly, as this has been, you will find that all your endeavours tend to succeed... at least until the effects wear off.'
'Why don't people drink it all the time, sir?' said Terry Boot eagerly.
'Because if taken in excess, it causes giddiness, recklessness and dangerous overconfidence,' said Slughorn. 'Too much of a good thing, you know... highly toxic in large quantities. But taken sparingly, and very occasionaly...'
Have you ever taken it, sir?' asked Michael Corner with great interest.
'Twice in my life,' said Slughorn. 'Once when I was twentyfour, once when I was fifty-seven. Two tablespoonfuls taken with breakfast. Two perfect days.'
He gazed dreamily into the distance.

Mistakes
'But you think you're right?' said Harry.
'Naturally I do, but as I have already proven to you, I make mistakes like the next man. In fact, being - forgive me - rather cleverer than most men, my mistakes tend to be correspondingly huger.'

J.K. Rowling, 'Harry Potter and the Half-Blood Prince'

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sabato, 02 dicembre 2006

fashion cafe

sex symbol

E' un pezzo che ho questa cosa in testa. Non che me ne freghi più di tanto, ma adesso non se ne può proprio più. A parte che no Martini no party e, considerato che del Martini non mi frega niente, non sarebbe la presenza di George Clooney a rendermela interessante, ditemi tutti: ma davvero GC è l'uomo più sexy al mondo? No, spiegatemelo voi, perché io non lo capisco proprio. O mi sfugge qualcosa (cosa?), o non capisco proprio nulla di sex symbol (datemi una definizione assoluta, vi prego), oppure che lo si dica forte e chiaro, che ho ragione io.

Posto che posso capire che, quando non fa Troy e non è gonfiato e non è ripreso in una di quelle arie da Cip e Ciop (all'epoca di Gwyneth Paltrow la coppia era perfetta), uno come Brad Pitt possa pure passare per carino (in foto, visto che quando passi alle sequenze di fotogrammi l'espressione non cambia), vorrei capire dove sta la sexytudine di George Clooney. Ha la faccia da tubero, l'espressione di Michele l'intenditore di whiskey (con buona pace di quelli della Martini) e l'occhio di un palombo. Fisicamente non ci vedo (forse perché non mi sono mai premurata di indagare su com'è!?) nulla di diverso dal fisico del mio macellaio e tutto sommato mi ispira quanto un lichene abbandonato. Quindi, vi prego: aiutatemi a capire.

Passiamo agli altri primi dieci sexy al mondo.

2°: Patrick Dempsey - a parte il "chi è"? A parte il naso, il ciuffo unto e sguardo di chi sta soffrendo di appendicite vorrei che mi aiutaste a capire dove è sexy.

Ashton Kutcher che, oltre al fatto di essersi accoppiato con la bambolona Demi Moore plastificata per l'occasione, è né più né meno l'ennesimo collegiale a stelle e strisce messo di tre quarti. Sexy quanto Big Jim.

Taye Diggs, ignoto ai più al di qua dell'oceano, immagino. Ha vinto la medaglia di legno e adesso vi spiego il perché. Ho vissuto per un anno con Nakadia, nigeriana di terza generazione americana con un ottavo di sangue irlandese (una bisnonna schiava usata dal sua padrone), con due sorelle figlie di altri due padri, una ha abortito a diciotto anni mentre io vivevo con la sorella. Aggiungo che Nakadia ha fatto girare per la casa, la sua vita e il nostro telefono una quantità di uomini (spesso, fortunatamente, con nomi simili, così rischiavo di confondermi meno, quando rispondevo io) dall'accento improbabile e strascicato che nemmeno una fila di termiti in una casa a Miami in cui si sia dimenticato aperto il barattolo dello zucchero. Uno le ha pure regalato un diamante (un ventiduenne bodyguard con un divorzio e una figlia alle spalle). Insomma, se prendo Nakadia come campione medio dei gusti in materia di uomini di colore, ecco qui la foto: almeno uno e ottanta, muscolo che schizza dalla t-shirt, pelato o rasato, faccia di quello che è appena uscito su cauzione, diamante all'orecchio, un filo di barba appena ripassata dal barbiere. Ora riguardate la foto e dite: manca qualcosa? No. Ecco la medaglia di legno giustificata.

Johnny Depp. Con buona pace di Vanessa Paradis, io mi addormento a tutti i suoi film. Quasi, chocolat no, ma non era lui il protagonista. E' caruccio e grazioso, si capisce che gioca al pirata ma è un signore, e se anche gli si può perdonare che non sa vestirsi, continuo ad essere poco attratta dal tipo. In una parola: annoia. Anche se forse, sotto sotto, è sexy. Andrebbe provato.

John Duhamel. Scusate, sono poco aggiornata, ma richiamerei Carneade. Direi un finto Bowie tedesco anni ottanta, dalla foto. Non immeritevole di ulteriore indagine, ammetto, anche se mi sa di quello che sta a guardare cosa metti nel tuo piatto. No, non ce la posso fare.

Enrique Marciano. Carneade a parte, macho man non è il mio genere. Proprio proprio se devo. Passo.

8° Noooo, Di Caprio no!! Bravo è bravo, ma cosa c'entra con sexy?

John Krasinski.

10° Jake Gyllenhall. Meglio tornare a Krasinski.

Avrete notato, spero, che non c'è nemmeno Tom Cruise. Meglio così. Un carciofo in meno.

Postato da: emanuelasplinder a 18:40 | link | commenti |