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sabato, 31 marzo 2007

café de la paix

perché

A titolo di esempio, e meramente a titolo di esempio, mi chiedo perché ci siano notizie in prima pagina e altre che si disperdono nei meandri pubblicitari, come se un'unità umana fosse diversa da un'altra unità umana pur essendo, in questo esempio specifico, unità umane cadute in un medesimo destino. Si apprende quindi che 1 non è uguale 1 e che la diversità consiste, come è ovvio, nel valore della tiratura di quella notizia in prima pagina o fra i meandri pubblicitari o nel nulla cosmico, come se quell'1 dimenticato fosse uguale a 0. Solo a titolo di esempio.

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giovedì, 29 marzo 2007

bar bianco

mai mentire

Adesso vorrei sapere dal giornalista che piacere ci si dovrebbe provare a mentire da dietro alle occhiaie.

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caffè florian

customer care

Entriamo in macchina. Prima ho legato l'ovetto sull'altro sedile posteriore, giusto per non averlo tra i piedi in casa. L. si arrampica sul suo seggiolino e aspetto di farsi legare. "Mamma, cos'è quello?" "E' il seggiolino per la tata quando nasce, intanto l'ho messo lì". "E hai fatto fatica?"

Pilipina, sette figli di cui due gemelli, ne sa qualcosa. Smette di stirare, mi chiama. "Signora..." "Sì?" "Come fa quando bambina esce?" "Per andare in ospedale?" "Sì, perché you alone, Signor C. non c'è". "Ah, ma torna domani. In ogni caso ci sono *** e ***, mi basta chiamare e in un quarto d'ora sono qui". La vedo, non è convinta. "Sì, è vero, prima sono andata a M., ma se mi succede mentre sono lì lascio la macchina, chiamo un taxi e mi faccio portare in ospedale. Poi qualcuno mi porterà la valigia, penso". "Ah". Segue un superlativo dialogo in italo-anglo-pilipino-gesti sui tempi tecnici e concetti base di ostetricia.

"Dai, che ti devi cambiare". Adesso non protesta più se gli chiedo di togliersi e mettersi le scarpe da solo. Se le infila e poi alza la gamba a mo' di Heather e me la appoggia sulla gamba. Meglio di niente. "Hai visto che non ti faccio piegare?"

Listen and repeat: hai fatto fatica?

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caffè florian

squilibrio

Forse è perché ho letto troppo, ho letto le cose sbagliate e non avrei dovuto leggerle. Forse perché sono facilmente impressionabile o forse perché ci ho creduto. Forse perché mi immedesimo e mi chiedo se fossi io. Forse perché non sono facilmente imrpessionabile e ho continuato a leggere, o forse perché sono curiosa e ho continuato a leggere. Forse perché era tutto di una banalità assurda e di un'assurdità banale quanto un'indigestione.

Fatto sta che ho chiuso quelle pagine e quelle che somigliano a quelle pagine. Forse è una questione di spostamento di equilibri ormonali, ma adesso proprio non ne voglio leggere oltre, non ne voglio vedere ancora, non ne voglio sapere altro. E' che è così facile imbattersi in qualcosa che non va.

Ma poi, dov'è l'ago?

Postato da: emanuelasplinder a 00:41 | link | commenti |

hard rock cafe

breathe in the open wind

Here comes the rain again
Falling on my head like a memory
Falling on my head like a new emotion
I want to walk in the open wind
I want to talk like lovers do
I want to dive into your ocean
Is it raining with you?

So baby talk to me, like lovers do
Walk with me, like lovers do
Talk to me, like lovers do

Here comes the rain again
Raining in my head like a tragedy
Tearing me apart like a new emotion
I want to breathe in the open wind
I want to kiss like lovers do
I want to dive into your ocean
Is it raining with you?

So baby talk to me, like lovers do

Here comes the rain again
Falling on my head like a memory
Falling on my head like a new emotion
I want to walk in the open wind
I want to talk like lovers do
I want dive into your ocean
Is it raining with you?

Eurythmics, Here Comes the Rain Again

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martedì, 27 marzo 2007

bar bianco

pride, o 3 anni di duro lavoro

Italiano
"Sembra che sia..."
"Aspetta che finisca"

Meccanica
Pubblicità ("c'è la buttacità") di due auto che si rincorrono sul ghiaccio: "Sì, ma hanno le gomme da ghiaccio..."

Alfabeto
"Guarda, questa è una egrre minuscola" (NdR: potete fregarlo solo su come sono girate b, p, q, d minuscole)

Geografia
Guardando una cartina geografica: "Questo è quello dove andiamo noi"
"Il leone, la zebra e l'elefante vanno nella savana"
"Sì, che è in Africa" "Ma-però è nella savana"
"Questo è il Giappone" "No, quella è l'Italia, è che lo cerchi lì perché lo sai che questa cartina è al contrario" [NdR: dal titolo "New Zealand, no longer down under"] "Ah, allora questo è il Giappone" "Giusto"
"Questa è la Mongolia" (immagine di prato verde con animali)
"Questo è il Giappone, io ci sono stato e anche Daniele" "Sì, tu ci sei stato e anche Daniele, ma quella è la Nuova Zelanda, che un po' assomiglia al Giappone. Però, vedi, è vicina all'Australia, dove ci sono i canguri e l'ornitorinco. Il Giappone è quello lì" E fu così che madre e figlio andarono a prendere dalla cesta i pelouche del canguro con cangurino nel marsupio, dell'echidna e dell'ornitorinco. "Il kiwi, invece, vive in Nuova Zelanda" (e la manina pescò dalla cesta il pennuto dal lungo becco).
"Ma-però si chiama come il kiwi veDDe"

Aritmetica
try it at home

Geometria
Sala d'attesa. "Hai visto questo pavimento, è tutto a quadrati" "Sì, ma se mi metto così semblano dei grombi" [segue sguardo finto perso nell'aere della madre mentre tre teste intorno si girano]

Pittura, o Fisica ottica
"Ma-ma, cosa fanno giallo e blu?" "Verde"
"Ma-ma, cosa fanno giallo e blu e verde?" "Verde"
"Ma-ma, cosa fanno giallo e blu e verde e arancione?" "Una specie di marrone, dipende da quanto di ogni colore metti dentro"
"Ma-ma" [...] "Ma-ma-Ma-mmma, cosa fanno giallo e blu e verde e arancione e un po' di grigio?" "Eh, un altro marrone, forse un po' più chiaro perché nel grigio c'è il bianco"
"Ma-ma, cosa fanno rosso e verde?" [zzzz...]

Educazione stradale
All'asilo: "A cosa serve il semaforo arancione?" "A grallentare"
In macchina, scatta il rosso, l'auto davanti non parte: "Ma quello è proprio tonto"

Neologismi
"Bello, il palloncino a forma di spada" "Sì, io spado"
"Ha fatto contatto la lampada, adesso si è riaccesa!" "Sì, si è alluciata"

Analisi economica
"Sai, mamma, Tom & Jerry è vecchio"
"Te l'ha detto il nonno? E' vero, Tom & Jerry c'è da tanto tempo, però è molto bello"
"Sì, Tom & Jerry è molto bello, ma anche il difsco di Spotty vecchio" (ah, forse vecchio nel senso del dvd?)
"Eh, sei proprio fortunato, ché hai quei dischi. Pensa che ci sono dei bambini che non hanno neanche da mangiare"
"Pekké-e-é?"
"Eh, perché magari le loro mamme e i loro papà sono poverini e non hanno molti soldini e allora non possono comprare da mangiare tutti i giorni. Tu invece sei molto fortunato, che hai da mangiare tutti i giorni e hai anche tutti quei dischi e tanti giochi"
"Perché la mia mamma e il mio papà hanno tantisssssimi soldini, come zio Paperone"
"Beh, non proprio come zio Paperone, però abbastanza da darti da mangiare e comprarti un po' di giochi. Infatti vanno a lavorare proprio perché così hanno quei soldini per fare tutte queste cose"
"Hm. E anche per comprare il biglietto del treno"

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lunedì, 26 marzo 2007

bar bianco, caffè florian

che sia chiaro

E che sia chiaro, sì, che non farò l'errore di tre anni fa.

Lo dice anche la letteratura, che ci si sente forti e onnipotenti, non appena si riesce a esaurire una minima quota del sonno del neogenitore. E si crede di volere e potere affrontare tutto il mondo: quello nuovo, accoccolato tra braccia calde, e quello che bussa alla porta, che vorrebbe aprirla lasciando spirare un vento inopportuno. Si vuole fare tutto perché quella forza lo rende possibile, l'evidente forza della natura fatta invece per consentirti di andare a caccia e guadagnare di che sopravvivere, tu e la prole. La prole altro non è ancora, inevitabilmente e indissolubilmente, che un pezzo di te, una tua derivazione; dipende, in tutto e per tutto, da te. Il tutto e per tutto, poi, sono tre o quattro cose che si riassumono in attenzione all'indispensabile, alla condicio sine qua non, all'ottimale assolvimento delle funzioni primarie.

Niente, quindi, niente, ripeto, che non derivi dalla mia volontà, per quanto errata malata ingiustificata, avrebbe dovuto, tre anni fa, e dovrà, ora, frapporsi fra me e questa mia unica responsabilità. Non si offenda nessuno se, per riservare quelle energie allo scopo per cui mi vengono date, in qualche momento alzerò uno a caso fra i miei cartelli do not disturb, via sciò alla larga. Non si ronza intorno alla leonessa e ai suoi leoncini, non si entra nella tana dell'orsa, vi pare.

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domenica, 25 marzo 2007

кафе литературнoе, katz’s delicatessen

nell'acqua nera

In quale oceano, in quale notte
la sto perdendo
chiesi al delfino

Disse il delfino:
nell'acqua nera
dove quello che unisce separa
dove il silenzio è un boato
dove sei perso anche tu

Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più

Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera

Michele Mari, Cento poesie d'amore a Ladyhawke, 2007

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bar bianco, caffè florian

fin qui

Fin qui, siamo arrivate fin qui, in qualche punto.

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katz’s delicatessen

l'instant

L'aria tutt'a un tratto si addensa, si addolcisce. Il tempo è dilatato, ogni cosa è lì per essere vista, annusata, sfiorata, udita, assaporata, vissuta, goduta.

L'istante finisce, il mondo riprende ritmo.

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sabato, 24 marzo 2007

katz’s delicatessen

l'instant

Movimenti
Rumori
Spostamenti
Clamori
Passi
Ombre
Forme
Voci
Luci
Aria
fuori

Un solo brivido
Si socchiudono, si riaprono altrove gli occhi.

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mercoledì, 21 marzo 2007

caffè florian

fin qui

Meno quindici sulla carta.
'Sei contenta di essere arrivata fin qui?'. La domanda è di tre settimane fa, una domanda face to face, niente interfacce grafiche. Una domanda diretta e aperta. Aperta a mille cose, perché fin qui è fin qui.
Sarà quello strano modo di dire 'contenta'.

Sì.
Sì, senza se.
Sì, con un milione di perché.

Perché avevo detto otto e sono arrivata ad otto, tutti e senza sconti.
Perché per il 2007 qualcuno sembrava mi volesse fare degli sconti, poi ho riprogrammato io e tutto quello che era fattibile l'ho fatto, senza perdere nulla, senza chiedere nulla, dando tutto quello che c'era da dare - anche se, come già detto, forse fa schifo come dicono, ma non lo so. Ci sono stata dentro io, dentro a tutte le minime cose, ai minimi dettagli, anche se erano poca cosa e poca cosa è quello che posso fare. Ma erano e sono stati cosa mia, e su questo non si discute.
Perché dicembre è stato movimentato quanto poteva esserlo. E non ho chiesto sconti neanche quando ero senza voce e il mio mestiere era parlare. Anche se è stato un mese pieno di febbre e non lo ho dato a vedere. Perché non ho chiesto il cambio, nessun coach si è dovuto preoccupare di nulla. Anzi. Ho pure sostituito io altri, last minute e rispondendo in vacanza, a prezzo di una giornata che ha fatto la differenza sul mio (il mio) bilancio. E se qualcuno pensa di averne pagato il conto ha la mente piena di fumo.
Perché all'inizio era un posto assurdo, lontano e lontano, oltre un continente oltre un mare e tutte le mie necessità erano mangiare come preferivo e riposare come preferivo e non è mai stato così, per condizioni e ovvietà, ma è stato bello, non so se perfetto ma bello, comunque e a prescindere. E' stato bello come trovarsi, sola, nella vasca di in un honsen in cima a un colle, con il mare davanti, oltre le vetrate, il sole che ci si tuffa e un ditone a fare i cerchi nell'acqua, ozioso e giocoso, come in un sogno. Un sogno caldo, caldo dell'acqua scaldata dal centro della terra, l'aria tiepida intorno, l'aria pulita al di là della vetrata, sopra al verde, sopra al mare, sopra all'orizzonte.
Perché, prima ancora, era stato luglio, un luglio caldo, un luglio di immagini, un luglio di fatti e parole, di parole e fatti, un luglio di testa, testa da far girare nel caldo, girare e girare fino a svenirne come un derviscio alla fine del ballo.

Perché non è vero che sono sola, mai e comunque.
Perché è vero che sono sola, sempre e comunque.
Perché è vero che le magie esistono ed esisteranno sempre perché sono magie.
Sempre, perché è una parola che uso con parsimonia, come una spezia rara. Voluttuosa, dicono.
Perché.

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domenica, 11 marzo 2007

katz’s delicatessen

enjoy the silence

Ancora, silenzio e vibrazioni - ne voglio ancora. Avidamente, ancora. Falso, profondamente falso è chi dice che basta. Non basta: è ipnosi incompleta, è silenzio spezzato. Iato.

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sabato, 10 marzo 2007

bar bianco

q&a - 3

"E poi quando nasce devi aiutarmi un po', giusto?"
"Eh, sì"
"Sarai il mio aiutante"
"Hm!"
"Cosa farai?"
"Le devo dire che non deve toccare il gas e stare attenta al fuoco e non deve toccare le-le-ttricità"
"Giusto. E poi?"
"Poi le presto i miei giochi"
"Sì, ma mica tutti, quelli per bambini piccoli"
"Sì, e la giraffa"
"Bello!"

"Mi sa che ogni tanto piangerà un po'"
"Eh, sì, perché è piccola. Farà uè uè"
"Bravo, mi sa che farà proprio così. E allora che facciamo?"
"Le compriamo il ciucciotto"
"!"

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bar bianco

q&a - 2

"E come la chiamiamo?"
"Glielo chiediamo quando esce"

Postato da: emanuelasplinder a 10:02 | link | commenti |

q&a

"E come fa a uscire?"
"Eh, non lo so. Tu come hai fatto?"
"Non me lo ricordo"
"Eh, neanch'io"
"Hmm..."
"Mi sa che glielo dobbiamo chiedere al dottore delle mamme e dei bambini"
"Hmm..."

Postato da: emanuelasplinder a 10:01 | link | commenti |

venerdì, 09 marzo 2007

katz’s delicatessen

trattato breve di magia, o la regola di ogni sempre

Senza tempo. Senza contrari. E' falsa credenza che si opponga al mai. Il suo significato può essere, indistintamente, diluito o concentrato nel tempo, distribuito regolarmente o irregolarmente, a pacchetti discreti o continuo. Sempre è sempre: è qualcosa che esiste in modo indipendente; permea, silenzioso, l'essere; è assoluto, sciolto, vivo e separato da ogni altro sempre, superiore a qualsiasi mai o a volte. E' forte: anche se o quando sembra scomparire - rinnegato affogato ricoperto dimenticato annebbiato congelato evaporato - se era vero quando è stato pronunciato è lì, sempre, pronto a ricomparire, forte, fenice, sempre.

Postato da: emanuelasplinder a 12:57 | link | commenti |

giovedì, 08 marzo 2007

bar bianco

equilibrista

Siamo arrivate alla fine di questa pagina.

Sai, certe volte accade che ci sia bisogno di andar via e lasciare tutto al fato, fare come un equilibrista, che sul mondo sfida il crollo delle sue capacità
Le Vibrazioni, Dedicato a te

Postato da: emanuelasplinder a 23:11 | link | commenti |

mercoledì, 07 marzo 2007

caffè florian

rain

Mondi, ne ho attraversati, oggi.

Postato da: emanuelasplinder a 20:24 | link | commenti |

hard rock cafe, katz’s delicatessen

inside your velvet heaven

It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself

Something beautiful is happening inside for me
Something sensual, it's full of fire and mystery
I feel hypnotised
I feel paralysed
I have found heaven

There's a thousand reasons
Why I shouldn't spend my time with you
For every reason not to be here
I can think of two
To keep me hanging on
Feeling nothing's wrong
Inside your heaven

It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself

I can feel the emptiness inside me
Fade and disappear
There's a feeling of contentment
Now that you are here
I feel satisfied
I belong inside
Your velvet heaven

Did I need to sell my soul for pleasure like this
Did I have to lose control to treasure your kiss
Did I need to place my heart in the palm of your hand
Before I could even start to understand

It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself

Depeche Mode, Only when I lose myself

Postato da: emanuelasplinder a 19:00 | link | commenti |