vieni a prendere un tè
bar bianco
café de la paix
cafe sacher
caffè florian
caravan cafe
кафе литературнoе
fashion cafe
hard rock cafe
katz’s delicatessen
Trentamarlboro
Stefy
Shangri-La
Sasaki Fujika
Sabelli Fioretti
Pfaall
Manteblog
Macchianera
Letizia Jaccheri
letiziajaccheri motime
Brodoprimordiale
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
aprile 2008
marzo 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
visitato *loading* volte
- Hai visto che bella luna piena?
- Eh sì, proprio piena, è bellissima
- Sai mamma, la luna piena è fatta con tutti gli spicchi di luna
- Mamma, cos'è il paradiso?
- E' un posto molto bello dove si va quando si è morti se prima si è stati molto buoni. Se non si è stati molto buoni si va in un posto molto brutto che si chiama inferno
- Perché?
- Perché se si è stati molto cattivi si va in un posto molto brutto che si chiama inferno dove c'è il diavolo che è uno molto cattivo e se si è stati molto buoni si va in un posto molto bello che si chiama paradiso, dove c'è Dio, e si sta molto bene ed è molto bello
- E poi?
- E poi si sta lì, per sempre
- E poi?
кафе литературнoе
You know, there are two good things in life, freedom of thought and freedom of action. In France you get freedom of action: you can do what you like and nobody bothers, but you must think like everybody else. In Germany you must do what everybody does, but you may think as you choose. They're both very good things. I personally prefer freedom of thought. But in England you get neither: you're ground down by convention. You can't think as you like and you can't act as you like. That's because it's a democratic nation. I expect America's worse.
William Somerset Maugham, Of Human Bondage, 1915
кафе литературнoе
One day a good fortune befell him, for he hit upon Lane's translation of The Thousand Nights and a Night. He was captured first by the illustrations, and then he began to read, to start with, the stories that dealt with magic, and then the others; and those he liked he read again and again. He could think of nothing else. He forgot the life about him. He had to be called two or three times before he would come to his dinner. Insensibly he formed the most delightful habit in the world, the habit of reading: he did not know that thus he was providing himself with a refuge from all the distress of like; he did not know either that he was creating for himself an unreal world which would make the real world of every day a source of bitter disappointment.
William Somerset Maugham, Of Human Bondage, 1915
Metà del lavoro è merito di Pingu, che un giorno tra i fogli rilegati e semipatinati di un bel libro si mette i pattini. Fa un po' il pirla, casca di sedere, poi arriva Pinghi e lui si mette in mostra, e finalmente fa un salto bellissimo. Poi si apparta con Pinghi e si danno un bacino becco su becco, mentre gli amici sbirciano da dietro il ghiaccio.
Il resto ce l'ha messo lui, che ha deciso di venire, con me e L., e a neanche quattro anni ha messo i pattini. Lo ha fatto e lo ha fatto come tutti: scivolava, apriva i piedi, trotterellava, perdeva l'equilibrio, insomma, poteva essere un disastro. Invece ha imparato la balaustra, il luogo di salvezza del pattinatore in erba, ha lasciato scivolare i pattini mentre si faceva tirare, ha mosso i suoi primi passettini dentro alla plastica blu numero 29. Aveva deciso di saltare e lo ha fatto, una manina a me e una a L., a un certo punto lo ha fatto davvero, si è appeso ed è saltato, una due tre volte, si è divertito come un matto e mai me lo sarei aspettato da lui, sempre prudente. Basta, basta! E ci accostavamo alla balaustra, e poi subito: andiamo!
L'ho scoperto, nel retrovisore, a sorridere, così.
Mi potresti chiedere perché mi piace abitare in questo posto. Ci penso ogni volta che mi capita, di essere toccata nei sensi come poco fa. Non è il verde, non è lo spazio, non è perché posso fare la carta d'identità di cinque minuti, non è - o forse non solo - il fatto che il pane lo faccia Orazio e la carne me la dia Gerardo e sia tutto condito da un sorriso. E' il profumo dei camini, che scalda l'aria intorno alle madonnine, agli angoli delle case.
- Mamma, la notte è lunga
- Eh sì
- Ma quanta nanna bisogna fare?
- Beh, finché non viene la luce
- Mamma, come si chiama l'ultimo dei numeri?
- Quello più grande di tutti?
- Sì
- Sai che non esiste? Si può sempre aggiungere uno all'ultimo