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domenica, 28 settembre 2008

кафе литературнoе

34

Thirty-four is a difficult age. A different kind of difficult age than thirteen, but plenty difficult. Gotanda and I were both thirty-four, both beginning to acknowledge middle age. It was time we did. Readying things to keep us warm during the colder days ahead.
Gotanda put it succintly. "Love. That's what I need."

Haruki Murakami, Dance Dance Dance, 1988

Postato da: emanuelasplinder a 23:16 | link | commenti |

mercoledì, 10 settembre 2008

кафе литературнoе

slippery when 36

Ma attenzione, c'è una ragione ben precisa dietro a questo sfacelo. O, chissà, forse si tratta solamente di un pretesto: ieri, ho compiuto trentasei anni. Quel mucchio di rifiuti accanto alla porta d'ingresso era in realtà un regalo di compleanno da parte di Aono. Mi è arrivato la settimana scorsa per posta aerea: un vaso di cristallo e una scatola di cioccolatini Godiva. Aveva tutta l'aria di un regalo di fine anno giunto al momento sbagliato e, incredibile ma vero, i cioccolatini nella scatola, tutti allineati in perfetto ordine, erano giusto trentasei! Accecata dalla rabbia, gli ho spedito subito una e-mail: "Come ti sei permesso, mi hai dato trentasei anni con una settimana di anticipo!". Ma l'infame non si è nemmneno degnato di rispondermi.

Marilyn Monroe aveva trentasei anni quando si è imbattuta nel suo tragico e misterioso destino. Lady D aveva trentasei anni quando ha perso la vita in quell'incidente stradale, poco prima di convolare a nuove nozze. E trentasei anni li aveva pure la scrittrice Suzuki Izumi quando si è suicidata. Il 36 deve essere un numero sfortunato per noi donne, come una specie di porta verso l'inferno. Sono pronta a scommettere che l'unica ragione per cui Aono ha smesso di fare l'amore con me è perché stavo per compiere trentasei anni!

Hasegawa Junko, L'uovo infecondo (da: No Geisha)

Postato da: emanuelasplinder a 22:13 | link | commenti (1) |

hard rock cafe

close to you

A volte non c'è molto da dire, se c'è solo da ascoltare.

Postato da: emanuelasplinder a 22:04 | link | commenti |

mercoledì, 03 settembre 2008

diverso

Diversa la luce l'aria gli sguardi i passi. I passi, come sono diversi i passi. I passi in una stazione, i passi nei sotterranei, i passi lungo i binari, i passi in una direzione. Diverso è che c'è una direzione. Si distingue subito chi non ha direzione, chi non ha una scadenza da rispettare, un termine ultimo entro cui presentarsi in un posto e assentarsi da tutti gli altri. Da tutti gli altri, in cui nulla vieta, in linea teorica di essere. Basta prendere e uscire, prendere e andarci. Bellissimo. Bellissimi gli abiti, vari e diversi, le calzature, varie e diverse, le facce gli sguardi i movimenti la velocità, varie e diverse, di chi ha destinazioni e scadenze diverse.

Qui la luce è opaca, la luce è opaca come sempre e non potrebbe non esserlo. E' il luogo della luce opaca, in cui una luce netta e pulita e aperta forata dal vento è rara, e quando c'è scoppia, scoppia di luce tra i palazzi, sulle facce i movimenti le scadenze, rimbalza di auto in auto, tra gli alberi che di nuovo tornano ad avere foglie o rami secchi d'inverno e uccide dentro dentro in fondo attraverso la retina chi è abituato alla luce opaca e alla propria destinazione. La luce opaca assopisce l'ipotesi, addormenta gli istinti, richiude in se stessi gli sguardi i passi e concentra le direzioni.

Un binario, vivo e morto a momenti alterni della giornata. Tutto quello che ci passa sopra, attraverso. Curioso, lamiere contengono trattengono racchiudono e sbam! si spalancano fino ai fischi, lasciando riversare penetrare altri sguardi passi direzioni scadenze. Occhi senza direzione certa cercano una cartina un aiuto si fermano bloccano la gente che ha passi direzioni, vari e diversi, che ha direzioni comunque, sopra chi si ferma.

Su su meno buio, meno grigio elettrico, meno polvere chiusa di sotterraneo, su su scale scale e su su scale scale, aria: aria opaca, opaca e belissima, pronta a trattenere desideri alternative ipotesi, pronta ad accarezzare racchiudere le direzioni. Il cinese all'uscita ha cambiato la mercanzia.

Postato da: emanuelasplinder a 22:03 | link | commenti (1) |

кафе литературнoе

15%

Recitiamo la preghiera della Serenità. Dio ci conceda la serenità necessaria ad accettare le cose che non possiamo cambiare, il coraggio necessario a cambiare le cose che possiamo cambiare, e la saggezza necessaria a distinguerle. La diciamo ancora e ancora. Sophie ce la fa dire ancora e ancora finché il veleno si dirada, finché sulle facce comincia a comparire qualche sorriso. Dio, concedici la serenità. Dio, concedici la serenità. La Gente sorride, ma i sorrisi e le preghiere non cambieranno la realtà. L'ottantacinque per cento di noi è fottuto.

James Frey, In un milione di piccoli pezzi

Postato da: emanuelasplinder a 21:53 | link | commenti (1) |