vieni a prendere un tè
bar bianco
cafe sacher
caffè florian
café de la paix
caravan cafe
fashion cafe
hard rock cafe
katz’s delicatessen
кафе литературнoе
Trentamarlboro
Stefy
Shangri-La
Sasaki Fujika
Sabelli Fioretti
Pfaall
Manteblog
Macchianera
Letizia Jaccheri
letiziajaccheri motime
Brodoprimordiale
oggi
ottobre 2009
settembre 2009
agosto 2009
novembre 2008
ottobre 2008
settembre 2008
agosto 2008
aprile 2008
marzo 2008
dicembre 2007
novembre 2007
ottobre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007
marzo 2007
febbraio 2007
gennaio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006
febbraio 2006
gennaio 2006
dicembre 2005
novembre 2005
ottobre 2005
settembre 2005
luglio 2005
giugno 2005
maggio 2005
aprile 2005
dicembre 2004
novembre 2004
ottobre 2004
settembre 2004
visitato *loading* volte
katz’s delicatessen, caffè florian
E' così, come la goccia che scava, per quanto piccola e insignificante.
E' così, te ne accorgi improvvisamente, quando il buco è ormai fondo e non ne vedi il fondo, in fondo, tanto è fondo.
Sottovalutare è una brutta bestia, non affrontare per quieto vivere è l'errore del secolomillennio, lasciare lo specchio appannato è solo un modo di girarsi dall'altra parte.
Forse è per questo che, tutt'a un tratto, apprezzo con tutte le mie papille la dolcezza, l'amaro, l'aroma, la rima di questo cioccolatino, uno squallido aggregato di materia organica che rimette in piedi alcune delle cellule grigie intorpidite, congelate, di questo aggregato di materia organica. It happens, e it può essere qualunque cosa, a piacere, A rovesciata, per piacere.
Everything counts in large amounts e gliel'ho detto, alla D.: è molto bella la sua sciarpa uzbeka. Molto bella. E la luce di fondo sopra al sottofondo della mia voce ha scaldato un mattino di umidità e grigiore. E la voce in sottofondo sopra il fondo portoghese dal fondo degli altoparlanti sei dell'auto grigia e umida di nuvole cadute dal cielo ha scaldato uno sguardo attento alla città in torpore. Stufa stanca demotivata arrabbiata questa città in torpore grigiore. Felice serena irresponsabile, io con la mia bambina.
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
It is only on mornings like this, the birds just out living life, that out of view, privately, briefly, you can lose your head. All alone, unwitnessed, there is no one else to believe it, the way paths cross in the sun. Love is this sudden crash in your path, quick and to the point, and nearly always it leaves someone slain on the green.
---
It is not the cookies that matter, or the doughnuts suffering under the dome, or the horses in the pasture or the honey in the bear or the duffel bag that will close around us when our day in the park is over. There is only the laughing across the land as the car moves you along, on your way someplace with love in the car. It is not the things; it is the way the things are done, and Eddie and Hank fell in love in the way it is done.
---
Adrian scrawled two sentences on two pieces of paper and held them up for her, lines of dialogue. They were almost the same, but Adrian spent the whole day convincing her to care about them. She would waste every day with him and his shoulders, drooping under his shirt, as he would lean down and pull her out of the tub by her beltloops. Why couldn't every moment be a copy of that? Instead, unfortunately, always, there are several ways to do everything, and this is evidently the way Allisons' story has gone [...].
Daniel Handler, Adverbs, 2006
bar bianco, katz’s delicatessen, caffè florian
E' il trentaagosto, anzi, tra un po' finisce anche lui. Uno dopo l'altro. Lei ha sonno, è distrutta, ma ha ancora il coraggio di sorridere. Cresce, e per fortuna sorride, senza ritegno e spontaneamente, senza falsità o inganni, senza secondi fini. Non sa nemmeno quanto bene le posso volere, mentre mi pianta gli occhi addosso e mi sorride e mi studia e cerca di capire cosa c'è in me e cosa succede in lei e di nuovo, un ditino all'angolo della bocca, una manina cerca un piedino, e poi di nuovo, con i movimenti rallentati di chi ancora sta studiando e non ha fretta di arrivare alla conclusione, incrocia le due manine, sempre guardandomi, sempre sorridendomi.
Non può avere idea di quanto le voglia bene, mentre allunga la manina verso la testa del suo fratellino, che si sta lavando i denti. Lui ormai è oltre, sa anche sorridere per finta, qualcuno - qualcuno - mi ha detto quanto è falso. Falso, capisci. Falso. Ha uno scopo, ovvio, quello di farsi vedere, quello di attirare l'attenzione, quello di attirarsi i complimenti e l'amore di chi gli sta vicino. Falso. Falso. Le parole vanno cercate, non buttate lì a caso. Falso, - qualcuno - mi ha detto. Falso.
Anche lei sarà così e tante altre cose, diverse in peggio e in meglio, e chi può giudicare cosa sia meglio o peggio. Io sono qui, mentre lei mi è addosso, che cerca la bocca con l'alluce e l'alluce con la bocca. Vorrei che sempre, la sua preoccupazione maggiore nella vita fosse un nuovo dentino che cresce. E ride, sai, non sai quanto ride. Non lo fa quando è con estranei, non chiacchiera nemmeno molto. E' troppo impegnata a studiare, capire, fare altro. Con me è tutto quello che può essere e ride, chiacchiera, gorgheggia, gracchia, lecca pollice e allluce insieme. E' per questo, no, che ci sono le mamme. Credo.
Forse è un nuovo temporale, quello che si avvicina. Come stamattina. Buffo, non ci pensavo. Lei lo conosce da sempre, il ticchettio delle mie dita sulla tastiera. Da sempre. Non il rumore di dita sulla tastiera. Il ritmo delle mie dita sulla tastiera. Talmente veloce da non essere nemmeno un ritmo, in fondo. In fondo. In fondo c'è il vuoto, il nulla, il silenzio. Un silenzio indotto, un nulla precipitato, una sabbia mobile in cui sprofondo senza accorgermene, perché continuavo a convincermi di camminare su solida roccia. La solida roccia è una roccia amica, ma è tutto quello che sembra: una roccia amica. L'ho sentita di nuovo, oggi: I've got too much life running through my veins, going to waste. Molto pop, molto efficace. Ok, andiamo a dormire, magari, magari ci riusciamo. Falso. Trentaagosto.
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
Ed ecco la risposta:
E: How did you know? How did you know I'd respond to you the way I have?
J: I saw myself in you
---
Keeping on going, ovvero: on the side:
J: You work and you work and you work. You meet with people you don't like, that you don't know, that you don't even want to know. And you try to sell them things and they try to sell you things, you go home, you listen to the wife nag and the kids bitch. You turn off the T.V., you wake up the next day and you do it all over again. But I'll tell you, the only thing that keeps me going is this chick. I've got this incredible chick on the side you see, and she is so hot, I can hardly believe it. She's got one of those heart-shaped asses. Have you ever had a chick with a heart-shaped ass?
Tratto da: 9 1/2 weeks, 1986
Perché trovo scorretto che se ne parli alla radio mentre io guido
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
Ne parlavano prima alla radio.
bar bianco, katz’s delicatessen, caffè florian
E' sufficiente camminare dietro a una persona molto bella per vivere sorrisi e sguardi e commenti rivolti a lei. E' bella, bella in modo suo e speciale, bella con i suoi difetti e gli occhi enormi, di un colore di cielo d'autunno, un cielo meditabondo e pensieroso, e la fronte a volte corrucciata dietro a un pensiero, un sentiero di apprendimento, uno sguardo rivolto al nuovo, non ancora compreso, non ancora fatto suo. Imparo, imparo molto seguendone i gesti e l'attenzione. Guadagno attraverso la sua bellezza indiscutibile fresca e morbida, guadagno attraverso i colori che la circondano e la avvolgono, guadagno un mare, un mare di sensazioni e di compagnia. Fammi compagnia, stai con me. Me lo dice lei, a volte o spesso, lei che sta così bene sola quando è sola, lei che odia stare sola quando vuole compagnia. Stai con me, fammi compagnia e regalami un po' di quella tua bellezza fresca e morbida, delle novità che riempiono i tuoi pensieri, i sorrisi spiegati e gorgheggianti, sereni di te, di te attraverso me, di te. Solo di te. Io sono meno sola con te. Riempio il mio tempo e lo spazio del mio sentimento, riempio il mio vuoto così vuoto, e voglio, improvvisamente, ed è uno scoppio, lo scoppio di una bomba finora inesplosa, voglio essere rimanere diventare sentirmi quello che sono: femmina. L'ho imparato aspettando, l'ho imparato guardando, l'ho imparato ascoltando, l'ho imparato leggendo, l'ho imparato capendo: il maschile che dimostro è la barriera, una difesa, un attacco per difesa, un modo di controllare, il modo per accertarmi che il femminile di me e delle mie azioni non sia - mai - usato per danneggiarmi, usarmi, denigrarmi, togliere valore a quanto faccio penso dico. Buffo, mi viene in mente un ambiente universitario, una bella città, una tarda mattina d'estate, un sacco di carta, un avvocato e docente, un suo commento a qualcosa che non ricordo: tanto lei è donna. Mi viene in mente il mio sguardo, se uno sguardo uccidesse l'avrei disintegrato, e invece no, perché tanto io sono donna ma soprattutto sono educata e delle gerarchie ho rispetto prima che delle persone, e allora ho taciuto, mi sono alzata e sono uscita, ho attraversato la biblioteca antica zeppa e traboccante di diritto e giurisprudenza, ho calpestato i mosaici ondeggianti per il tempo, ho sentito rimbombare il legno marcio del pavimento, sono uscita, lasciando quelle porte aperte, lasciando la bibliotecaria a metà di quel saluto. E ho aspettato che tornasse, mesi dopo, la persona che quell'avvocato e docente sostituiva: una donna, la titolare della cattedra, ma soprattutto donna, in maternità. Ecco, ho sbagliato tante cose, forse più di quelle che ricordo, finora ho sbagliato tante cose. Ricomincio da qui, riconoscendo che sono femmina, volendo esserlo fino in fondo. E sì, sarò ancora maschile nel mondo dei maschi, ma nel mondo che conta voglio essere femmina, forte e debole, silenziosa e inarrestabile, sincera e incomprensibile, maliziosa e irreprensibile, e molte, moltissime altre cose. Excessive. Come quei tuoi splendidi perfetti occhi di cielo d'autunno, ricolmi di gocce, piccole bolle di un'iride cangiante.
Raramente più in fondo di così.
bar bianco, katz’s delicatessen, caffè florian
Cradled.
Tra le mie braccia, assorbe me e la sua vita. E' quasi addormentata, in uno stato di piacevole abbandono. La tengo così, vorrei fosse per sempre.
Mi tiene, lei tiene me, si aggrappa a me, mi tira, improvvisamente attenta, appena sente che la sto lasciando. La sto appoggiando lentamente in un posto morbido e tutto suo. Sa che la sto abbandonando. E' questo che sente. Gli occhi spalancati, si lamenta, si lamenta subito e mi guarda, dritta negli occhi. Mi accusa. J'accuse. Mi accusa ed è vero, è vera tutta la sua accusa. La sto lasciando. Anche se non vorrei.
Piange, mi guarda e piange, un pianto forte di accusa. Le mie mani la accarezzano, lentamente e delicatamente, le accarezzano la fronte, le tempie, le guance. Una mano le sfiora il corpicino, morbido e forte, così forte e tutto lì dentro alla mia mano. Continua a piangere. Mi vuole. La voglio. Ci abbracciamo, ci calmiamo.
hard rock cafe, katz’s delicatessen
Quand tu es près de moi
Cette chambre n'a plus de parois
Mais des arbres oui, des arbres infinis
Et quand tu es tellement près de moi
C'est comme si ce plafond-là
Il n'existait plus, je vois le ciel penché sur nous... qui restons ainsi
Abandonnés tout comme si
Il n'y avait plus rien, non plus rien d'autre au monde
J'entends l'harmonica... mais on dirait un orgue
Qui chante pour toi et pour moi
Là-haut dans le ciel infini
Et pour toi, et pour moi
Gino Paoli, Il Cielo in Una Stanza
Carla Bruni, Le Ciel Dans une Chambre
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
Due di loro si sono appena sedute al mio tavolo e hanno attaccato a chiacchierare di problemi scolastici, trasferimenti, provveditorati; di tanto in tanto una delle due scoppia in una risata molto volgare, ma curiosamente è proprio questa risata a renderla attraente, e ad attrarre è il suo riuscire a sopportare con tanta disinvoltura il fatto di ridere così, l’accettarlo senza farsene un problema. Anzi, come succede con la barba talebana di Jean-Claude, quella specie di richiamo animale costringe a notare le doti che gli si accompagnano: così mi accorgo della formidabile luce extranaturale sprigionata dai suoi occhi verdi, una luce che sembra avere a che fare con un’energia enorme e misteriosa, forse la stessa che alimenta quella risata e conferisce a tutto il suo essere la selvaggia sensualità dei dominatori. Non è bellezza, piuttosto una sua siderale evoluzione: il modo in cui si fa colpo in una civiltà superiore che abbia abbandonato il culto della bellezza. Finisce che non riesco a non guardarla, e quelle due o tre volte in cui lei guarda me lo sforzo di sostenere il suo sguardo produce una strana, istantanea sensazione di liquidità, come se tutte le difese si sciogliessero, l’istinto di conservazione si dissolvesse in una micidiale passività, e all’improvviso l’eventualità di esser, poniamo, disteso su un divano e divorato vivo senza opporre resistenza non fosse più così remota. E non c’è modo di distanziarsene, distrarsi, dimenticarla, perché il periodico risuonare della sua risata viene a riprenderti ovunque tu tu sia rifugiato, e la percezione dei suoi superpoteri riparte daccapo.
Sandro Veronesi, Caos Calmo, 2005
katz’s delicatessen, caffè florian
Devo aver sbagliato qualche mossa, non so quale, forse tutte tranne un paio e quelle che vi hanno condotto. Ho in mano un vicolo e, credo, l'acqua potabile. Ho i capelli lunghi, credo più lunghi di mai, ho i capelli di un gran bel colore, il solito colore di sempre, il mio. Il profumo è più caldo, intenso. I colori più contrastati e violenti. Bisognerebbe passare di nuovo dal via, prendere le ventimila e ricominciare, da via accademia. E' che prima si deve sopravvivere a parco della vittoria, e io di vittorie non ne ho mai viste, nemmeno in albergo. Quel che è certo che da quando mi hanno spezzato una clavicola devo dare un filo di tempo in più alla sinistra per procedere con le attività che tanto bene vengono alla destra. Asincrona.
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
"Sono coinvolto in un progetto che richiede molti zig zag"
Joe Fox, C'è posta per te, 1999
cafe sacher, katz’s delicatessen
"Uno dei benefici dell'amicizia è di sapere a chi confidare un segreto"
Alessandro Manzoni [Baci Perugina, n. 60]
кафе литературнoе, katz’s delicatessen
In quale oceano, in quale notte
la sto perdendo
chiesi al delfino
Disse il delfino:
nell'acqua nera
dove quello che unisce separa
dove il silenzio è un boato
dove sei perso anche tu
Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per la vita intera
Michele Mari, Cento poesie d'amore a Ladyhawke, 2007
L'aria tutt'a un tratto si addensa, si addolcisce. Il tempo è dilatato, ogni cosa è lì per essere vista, annusata, sfiorata, udita, assaporata, vissuta, goduta.
L'istante finisce, il mondo riprende ritmo.
Movimenti
Rumori
Spostamenti
Clamori
Passi
Ombre
Forme
Voci
Luci
Aria
fuori
Un solo brivido
Si socchiudono, si riaprono altrove gli occhi.
Ancora, silenzio e vibrazioni - ne voglio ancora. Avidamente, ancora. Falso, profondamente falso è chi dice che basta. Non basta: è ipnosi incompleta, è silenzio spezzato. Iato.
Senza tempo. Senza contrari. E' falsa credenza che si opponga al mai. Il suo significato può essere, indistintamente, diluito o concentrato nel tempo, distribuito regolarmente o irregolarmente, a pacchetti discreti o continuo. Sempre è sempre: è qualcosa che esiste in modo indipendente; permea, silenzioso, l'essere; è assoluto, sciolto, vivo e separato da ogni altro sempre, superiore a qualsiasi mai o a volte. E' forte: anche se o quando sembra scomparire - rinnegato affogato ricoperto dimenticato annebbiato congelato evaporato - se era vero quando è stato pronunciato è lì, sempre, pronto a ricomparire, forte, fenice, sempre.
hard rock cafe, katz’s delicatessen
It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself
Something beautiful is happening inside for me
Something sensual, it's full of fire and mystery
I feel hypnotised
I feel paralysed
I have found heaven
There's a thousand reasons
Why I shouldn't spend my time with you
For every reason not to be here
I can think of two
To keep me hanging on
Feeling nothing's wrong
Inside your heaven
It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself
I can feel the emptiness inside me
Fade and disappear
There's a feeling of contentment
Now that you are here
I feel satisfied
I belong inside
Your velvet heaven
Did I need to sell my soul for pleasure like this
Did I have to lose control to treasure your kiss
Did I need to place my heart in the palm of your hand
Before I could even start to understand
It's only when I lose myself in someone else
That I find myself
I find myself
Depeche Mode, Only when I lose myself
Basta il respiro, a volte.
Basta ascoltarlo.
Basta il ritmo - un leggero alito d'aria.
Basta, e poco più.
Basta.